Le concentrazioni sono convenienti.

Allo scopo di incentivare le operazioni di riorganizzazione aziendale e permettere alle imprese di incrementare le proprie dimensioni, risultando così maggiormente competitive anche sui mercati internazionali, la disposizione prevede, per le società di capitali residenti nel territorio dello Stato, che risultano da operazioni di aggregazione aziendale realizzate attraverso fusione o scissione nel periodo che va dalla data di entrata in vigore del decreto sino al 31.12.2022, il riconoscimento fiscale gratuito del maggior valore attribuito all’avviamento e ai beni strumentali materiali ed immateriali per effetto dell’imputazione su tali poste di bilancio del disavanzo da concambio per un ammontare complessivo non eccedente l’importo di 5 milioni di euro.
Allo stesso modo, il beneficio fiscale viene riconosciuto, sulle medesime poste e sempre nel limite di 5 milioni di euro, anche ai maggiori valori iscritti dal soggetto conferitario in caso di conferimento di azienda realizzatosi sempre nell’intervallo temporale 2019-2022.
Ci sono alcuni requisiti da rispettare, tuttavia. Il bonus opera solamente se alle operazioni di aggregazione aziendale partecipino imprese operative da almeno 2 anni. Inoltre, il beneficio non viene riconosciuto qualora le imprese coinvolte nel processo di aggregazione appartengano allo stesso gruppo societario. Infine, sono in ogni caso esclusi dall’agevolazione i soggetti legati tra loro da un rapporto di partecipazione superiore al 20% ovvero controllati anche indirettamente dallo stesso soggetto ai sensi dell’art. 2359, c. 1, n. 1) C.C.
Se le condizioni di cui sopra sono soddisfatte, occorre comunque ricordare che il maggior valore attribuito ai beni è riconosciuto ai fini dell’IRES e dell’IRAP a decorrere dall’esercizio successivo a quello in cui ha avuto luogo l’operazione di aggregazione aziendale.

 

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